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Storia
La camomilla è una delle piante più apprezzate per le proprietà salutari e aromatiche, sin dall’antichità. Gli egiziani la utilizzavano per curare i problemi digestivi. Il nome deriva dal greco –kamai, per terra, e melon, mela, ovvero mela nana, per indicare il profumo del fiore, simile a quello della mela renetta. Questa varietà di camomilla era chiamata “romana” nei Paesi dell’Europa settentrionale, per identificarne la provenienza esotica. Altre fonti riportano che il nome deriverebbe dalla presenza rilevante della pianta nei giardini romani.

Caratteristiche
La camomilla romana appartiene alla famiglia delle composite. E’ una pianta erbacea perenne, ha fusto ascendente ramificato e foglie di color verde grigiastro bi-tripennate, i fiori gialli riuniti in capolini solitari, hanno ligule di color bianco. La fioritura avviene in estate. La pianta può raggiungere i 40 centimetri d'altezza. Rispetto a quella comune, la camomilla romana è più elegante nell’aspetto. ma meno profumata.

Habitat
La camomilla romana si trova raramente allo stato spontaneo come pianta sfuggita alle coltivazioni per fini terapeutici. Cresce preferibilmente in terreni asciutti e sabbiosi, in piena insolazione.

Coltivazione
Riproducendola per divisione dei cespi può dare fiori doppi. Cresce in qualsiasi terreno ben drenato, anche parzialmente ombroso.

Raccolta
Si utilizzano soprattutto i capolini, raccolti in estate man mano che fioriscono. La raccolta deve essere fatta con il bel tempo e in giornate asciutte. L'essiccazione va effettuata in luogo ventilato e ombroso distendendo i capolini in strati sottili.